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Rossella Singer's avatar

Io ho utilizzato quadi tutte le LLM in circolazione, anche quelle che servono solo da assistenza a latere, come Grammarly che è ottimo per aiutarti a generare un'idex senza impazzire, una sinossi, a settare un registro particolare etc. Adesso mi sto avvicinando a Claude che è ottimo per la ricerca accademica, non tralascia una virgola solo che per essere performante in questo aspetto tralascia tutti gli altri, come ad esempio è totalmente incapace di comprendere il tono e il linguaggio figurato. Inoltre è schiavo della ricerca sui motori di ricerca. Tutto ciò per dire che non sono affatto una apocalittica, le AI sono strumenti potentissimi, solo che, ecco faccio l'esempio dell'AI che genera immagini e video, se data in mano a gente che non ha la minima alfabetizzazione digitale (il loro massimo è saper creare dei datati power point) vengono fuori oscenità come tutti quei video stupidi di cui ora i social sono invasi.

L'altro problema dell'AI è che essa chiede uno sforzo cognitivo e una curatela a cui l'utente non è più abituato, addestrato negli anni a consumare contenuti che letteralmente gli piombavano dal cielo, che consumavano e consumano attraverso uno scrolling infinito.

Ciò detto, il problema sta a monte ed è sempre di competenza. L'AI è solo lo specchio più vivido di una miseria intellettuale che prima era solo nascosta.

Marco Brunet's avatar

E questo non si applica, secondo me, solo all'ambito della scrittura. Anche altri ambiti più tecnici come la programmazione o il disegno stesso rischiano di essere in pericolo per tutto questo. Sembra quasi un autoavvelenamento a piccole dosi.

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